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La Lum de Roisc - 8-10 FEBBRAIO

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21 Novembre 2018 MADONNA DELLA SALUTE

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Novena alla Madonna della Salute

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AVVISO IMPORTANTE

La Consacrazione al Cuore immacolato di Maria ci chiama ad una vita sempre più intensa e vera di testimonianza per i nostri fratelli. Per questo ogni consacrato, dopo essersi affidato a Maria, per diventare vero discepolo di Cristo e aumentare i frutti di questo grande dono ricevuto ha bisogno di tenere sempre accesa la fiamma della grazia con un serio cammino di fede.

 

Il consacrato è chiamato quindi a camminare nella fede insieme ad altri fratelli partecipando magari agli incontri settimanali e se non gli è possibile almeno scegliere uno di essi:

ogni mercoledì dalle 20.30 alle 22.00 con S. Rosario e Lectio Divina continua della Sacra Scrittura.
ogni giovedì dalle 21.00 alle 22.15 Adorazione Eucaristica, S. Rosario e Ascolto della Parola domenicale.
ogni venerdì dalle 21.00 alle 22.00 Adorazione Eucaristica.
il primo giovedì del mese ci sarà la Celebrazione Eucaristica.
il primo sabato del mese alle ore 21.00 il S Rosario, Celebrazione Eucaristica segue adorazione fino alle 24.00.

 

L’impegno settimanale ha bisogno anche di momenti di formazione e di incontro che saranno proposti durante l’anno, eventualmente nella seconda e quarta domenica del mese tradizionalmente usate fino ad oggi per la Messa e per l’Adorazione: queste, come sopra indicato, vengono pertanto proposte il primo giovedì (Celebrazione Eucaristica con rinnovo della Consacrazione) e gli altri giovedì e venerdì per l’adorazione.

 

Sostegno Pro-Terremoto

Chi volesse aiutare la nostra chiesa locale in questo momento di crisi dovuta al Terremoto può effettuare un versamento a:


Confraternita Sacre Stimmate di San Francesco

CAUSALE: OFFERTA PRO TERREMOTO
IBAN

IT88I0605513401000000018257

 

Potete segnalare il vostro nominativo con il vostro indirizzo email per permetterci di ringraziare per il vostro sostegno.

Il SANTO di oggi 08.11

Sant' Adeodato I (o Deusdedit) Papa 8 novembre

Ascolta da RadioVaticana

Ascolta da RadioMaria

m. 618

(Papa dal 19/10/615 al 08/11/618)

Nella serie dei Pontefici è indicato col nome originario Deusdedit («Dio ha dato») e con l'equivalente Adeodato («donato da Dio»). Figlio del suddiacono romano Stefano, è stato educato nel monastero dell'Urbe dedicato a sant'Erasmo. Poche le notizie sul suo pontificato giunte fino a noi. Sappiamo che Adeodato, succedendo nel 615 a papa Bonifacio IV, trova le alte cariche ecclesiastiche in mano a monaci, come ha voluto Gregorio Magno (590-604), e che le riaffida ai preti secolari, ma obbligandoli a pregare di più. All'epoca una parte d'Italia è in mano ai Longobardi e l'altra, con Roma, dipende dall'imperatore d'Oriente, rappresentato da un esarca che vive a Ravenna e spesso percorso da lotte di successione. Un tempo in cui non mancano le controversie dottrinali, ma Adeodato non ha il tempo di affrontarle. Nel 616 riappare nell'Urbe la peste, che aveva già fatto strage nel 590. Nel 618 arriva un'epidemia mortale di lebbra o scabbia. E tra un contagio e l'altro viene il terremoto, nell'agosto 618. È Adeodato che deve soccorrere e consolare, ma lo fa per poco perché proprio nel 618 muore. (Avvenire)

Etimologia: Adeodato = dato da Dio, dal latino

Martirologio Romano: A Roma presso san Pietro, san Deusdédit I, papa, che amò il suo clero e il suo popolo e fu insigne per semplicità e saggezza.

Nella serie dei Pontefici è indicato col nome originario Deusdedit ("Dio ha dato") e con l'equivalente Adeodato ("donato da Dio"). Figlio del suddiacono romano Stefano, è stato educato nel monastero dell'Urbe dedicato a sant'Erasmo. Altre notizie non ci sono su di lui giovane, e ben poche sul suo pontificato, perché "durante la prima metà del VII secolo, che fra tutti fu per la città il più orribile e rovinoso, la storia di Roma è immersa in una oscurità fittissima" (F. Gregorovius).

Sappiamo che Adeodato, succedendo nel 615 a papa Bonifacio IV, trova le alte cariche ecclesiastiche in mano a monaci, come ha voluto Gregorio Magno (590-604); e che le ridà ai preti secolari, ma obbligandoli a pregare di più.All'epoca sua una parte d'Italia è in mano ai Longobardi; e l'altra, con Roma, dipende dall'imperatore d'Oriente, rappresentato da un esarca che vive a Ravenna. E che ci muore, a volte: come Giovanni Lemigio, ucciso dalle sue truppe rimaste senza stipendi. A sostituirlo arriva l'esarca Eleuterio, che incontra papa Adeodato a Roma e paga ai militari gli arretrati. Ma poi tenta di farsi proclamare imperatore e finisce trucidato. D'altronde, a Costantinopoli regna l'imperatore Eraclio, che ha fatto uccidere il predecessore Foca, il quale aveva ucciso il predecessore Maurizio e i suoi figli. Questi sono i tempi in Oriente e in Occidente, con l'aggiunta delle controversie dottrinali fra i cristiani. Ma Adeodato non ha il tempo di affrontarle. Nel 616 riecco nell'Urbe la peste, che aveva già fatto strage nel 590. Nel 618 arriva un'epidemia mortale di lebbra o scabbia.

E tra un contagio e l'altro viene il terremoto, nell'agosto 618. Così, lui "pontifica" in mezzo ai morti, e tra superstiti atterriti che gli chiedono aiuto, perché Roma appartiene all'imperatore lontano, ma le disgrazie dei romani "appartengono" al Papa. È Adeodato che deve soccorrere e consolare. Ma lo fa per poco: nell'anno terribile, la morte lo coglie. L'"oscurità fittissima" di cui parla Gregorovius avvolge anche la sua fine, come quella di tante altre vittime. Non abbiamo notizie certe sui suoi ultimi giorni. Sappiamo soltanto che per dargli un successore ci vorranno tredici mesi.

Autore: Domenico Agasso

Fonte:Famiglia Cristiana

fonte: www.santiebeati.it

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