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Inizio percorso di Affidamento al Cuore …

Inizio percorso di Affidamento al Cuore Immacolato di Maria

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Appuntamenti

Ott
25

25 Ottobre 2018 09:30 - 13:00

Ott
25

25 Ottobre 2018 21:00 - 23:00

Ott
28

28 Ottobre 2018 21:00 - 23:00

AVVISO IMPORTANTE

La Consacrazione al Cuore immacolato di Maria ci chiama ad una vita sempre più intensa e vera di testimonianza per i nostri fratelli. Per questo ogni consacrato, dopo essersi affidato a Maria, per diventare vero discepolo di Cristo e aumentare i frutti di questo grande dono ricevuto ha bisogno di tenere sempre accesa la fiamma della grazia con un serio cammino di fede.

 

Il consacrato è chiamato quindi a camminare nella fede insieme ad altri fratelli partecipando magari agli incontri settimanali e se non gli è possibile almeno scegliere uno di essi:

ogni mercoledì dalle 20.30 alle 22.00 con S. Rosario e Lectio Divina continua della Sacra Scrittura.
ogni giovedì dalle 21.00 alle 22.15 Adorazione Eucaristica, S. Rosario e Ascolto della Parola domenicale.
ogni venerdì dalle 21.00 alle 22.00 Adorazione Eucaristica.
il primo giovedì del mese ci sarà la Celebrazione Eucaristica.
il primo sabato del mese alle ore 21.00 il S Rosario, Celebrazione Eucaristica segue adorazione fino alle 24.00.

 

L’impegno settimanale ha bisogno anche di momenti di formazione e di incontro che saranno proposti durante l’anno, eventualmente nella seconda e quarta domenica del mese tradizionalmente usate fino ad oggi per la Messa e per l’Adorazione: queste, come sopra indicato, vengono pertanto proposte il primo giovedì (Celebrazione Eucaristica con rinnovo della Consacrazione) e gli altri giovedì e venerdì per l’adorazione.

 

Sostegno Pro-Terremoto

Chi volesse aiutare la nostra chiesa locale in questo momento di crisi dovuta al Terremoto può effettuare un versamento a:


Confraternita Sacre Stimmate di San Francesco

CAUSALE: OFFERTA PRO TERREMOTO
IBAN

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Potete segnalare il vostro nominativo con il vostro indirizzo email per permetterci di ringraziare per il vostro sostegno.

Il SANTO di oggi 10.10

San Daniele Comboni, Vescovo

SanDanieleComboni

Limone del Garda (Brescia), 15 marzo 1831 - Khartum (Sudan), 10 ottobre 1881

Il 31 dicembre del 1854 viene ordinato sacerdote a Trento, nella cappella del palazzo vescovile, da Monsignor Giovanni Nepomuceno de Tschiderer. Prima che gli sia possibile partire per l'Africa passano quasi tre anni, ma intanto ha modo di perfezionarsi nell'arte medica.

Nel veronese, difatti, scoppia un'epidemia di colera, con centinaia dl vittime. Destinato al paese di Buttapietra, Comboni vi esercita una tale generosa assistenza, da prete e da infermiere, che il commissario imperiale gli riserva un solenne encomio, dichiarando che Comboni "ha dato tutto se stesso a tutti". Era un buon tirocinio." (FONTE: www.chiesacattolica.it)

FONTE: www.santiebeati.it

Nacque a Limone sul Garda il 15 marzo 1831, venne educato a Verona, e si forma in una orbita culturale Mitteleuropea; morto a Khartoum in Sudan il 10 ottobre 1881, appartiene in pieno alla storia del movimento missionario, rinvigoritosi grazie alla sua opera, concretizzando di fatto quel risveglio apostolico che - iniziato nel secolo XIX - arriverà sino a noi. Stratega della nuova missionarietà in Africa, Comboni è l'apostolo della Nigrizia, e considera la fede come l'unica arma con cui è possibile restituire agli africani la propria dignità. Daniele Comboni è stato proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II il 17 marzo 1996 e da lui canonizzato il 5 ottobre 2003.

Etimologia: Daniele = Dio è il mio giudice, dall'ebraico

Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: Nella città di Khartum in Sudan, san Daniele Comboni, vescovo, che fondò l’Istituto per le Missioni Africane e, nominato vescovo in Africa, si prodigò senza mai lesinare energie nel predicare il Vangelo in quelle regioni e nel prendersi in tutti i modi cura della dignità degli esseri umani.

Autunno 1857: partono per il Sudan cinque missionari mandati da don Nicola Mazza di Verona, educatore ed evangelizzatore. Fine 1859: tre di essi sono già morti, due rifugiati al Cairo, e a Verona torna sfinito il quinto. È Daniele Comboni, unico superstite degli otto figli dei giardinieri Luigi e Domenica, sacerdote dal 1854. Riflette a lungo su quel disastro e su tanti altri, giungendo a conclusioni che saranno poi la base di un “Piano”, redatto nel 1864 a Roma. In esso Comboni chiede che tutta la Chiesa si impegni per la formazione religiosa e la promozione umana di tutta l’Africa. Il “Piano”, con le sue audaci innovazioni, è lodatissimo, ma non decolla. Poi, per avversioni varie e per la morte di don Mazza (1865), Comboni si ritrova solo, impotente.
Ma non cambia. Votato alla “Nigrizia”, ne diventa la voce che denuncia all’Europa le sue piaghe, a partire dallo schiavismo, proibito ufficialmente, ma in pratica trionfante. Quest’uomo che sarà poi vescovo e vicario apostolico dell’Africa centrale, vive un duro abbandono, finché il sostegno del suo vescovo, Luigi di Canossa, gli consente di tornare in Africa nel 1867, con una trentina di persone, fra cui tre padri Camilliani e tre suore francesi, aiuti preziosi per i malati. Nasce al Cairo il campo-base per il balzo verso Sud. Nascono le scuole. E proprio lì, nel 1869, molti personaggi venuti all’inaugurazione del Canale di Suez scoprono la prima novità di Comboni: non solo ragazzi neri che studiano, ma maestre nere che insegnano. Inaudito. Ma lui l’aveva detto: "L’Africa si deve salvare con l’Africa".
Poi si va a Sud: Khartum, El-Obeid, Santa Croce... Lui si divide tra Africa ed Europa, ha problemi interni duri. Ma "nulla si fa senza la croce", ripete. Una croce per tutte: il suo confessore lo calunnia, e Comboni continua a fare la sua confessione a lui. Un leone che sa essere dolce. Uno che per gli africani è già santo, che strapazza i pascià, combatte gli schiavisti e serve i mendicanti. Da lui l’africano impara a tener alta la testa. Nell’autunno 1881 riprendono le epidemie: vaiolo, tifo fulminante, con strage di preti e suore in Khartum desolata. Comboni assiste i morenti, celebra i funerali, e infine muore nella casa circondata da una folla piangente. Ha 50 anni.
Poco dopo scoppia la rivolta anti-egiziana del Mahdi, che spazza via le missioni e distrugge la tomba di Comboni (solo alcuni resti verranno in seguito portati a Verona). Dall’Italia, dopo la sua morte, si chiede ai suoi di venir via, di cedere la missione. Risposta dall’Africa: "Siamo comboniani". E non abbanonano l’Africa. Ci sono anche ai giorni nostri, in Africa e altrove. Ne muoiono ancora oggi. Intanto il Sudan ha la sua Chiesa, i suoi vescovi. E ora il suo patrono: Giovanni Paolo II ha proclamato beato Daniele Comboni nel 1996.
E' stato canonizzato a Roma da Giovanni Paolo II il 5 ottobre 2003.
Autore: Domenico Agasso

Fonte:    FAMIGLIA CRISTIANA

Spunti bibliografici a cura di LibreriadelSanto.it

Roberto Olivato, Sacrari, santi patroni e preghiere militari, Edizioni Messaggero, 2009 - 312 pagine
F. Agnoli, M. Luscia, A. Pertosa, Santi & rivoluzionari, SugarCo, 2008 - 184 pagine
Benedetto XVI, I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI, Libreria Editrice Vaticana, 2008 - 151 pagine
Lanzi Fernando, Lanzi Gioia, Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari, Jaca Book, 2007 - 237 pagine
Maria Vago, Piccole storie di grandi santi, Edizioni Messaggero, 2007 - 64 pagine
Piero Lazzarin, Il libro dei Santi. Piccola enciclopedia, Edizioni Messaggero, 2007 - 720 pagine
Ratzinger J., Santi. Gli autentici apologeti della Chiesa, Lindau Edizioni, 2007 - 160 pagine
KLEINBERG A., Storie di santi. Martiri, asceti, beati nella formazione dell'Occidente, Il Mulino, 2007 - 360 pagine
Mario Benatti, I santi dei malati, Edizioni Messaggero, 2007 - 224 pagine
Sicari Antonio M., Atlante storico dei grandi santi e dei fondatori, Jaca Book, 2006 - 259 pagine
Dardanello Tosi Lorenza, Storie di santi e beati e di valori vissuti, Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine
Butler Alban, Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario, Piemme, 2001 - 1344 pagine
Giusti Mario, Trenta santi più uno. C'è posto anche per te, San Paolo Edizioni, 1990 - 220 pagine

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