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Appuntamenti

Ago
23

23 Agosto 2019 21:00 - 22:00

AVVISO IMPORTANTE

La Consacrazione al Cuore immacolato di Maria ci chiama ad una vita sempre più intensa e vera di testimonianza per i nostri fratelli. Per questo ogni consacrato, dopo essersi affidato a Maria, per diventare vero discepolo di Cristo e aumentare i frutti di questo grande dono ricevuto ha bisogno di tenere sempre accesa la fiamma della grazia con un serio cammino di fede.

 

Il consacrato è chiamato quindi a camminare nella fede insieme ad altri fratelli partecipando magari agli incontri settimanali e se non gli è possibile almeno scegliere uno di essi:

ogni mercoledì dalle 20.30 alle 22.00 con S. Rosario e Lectio Divina continua della Sacra Scrittura.
ogni giovedì dalle 21.00 alle 22.15 Adorazione Eucaristica, S. Rosario e Ascolto della Parola domenicale.
ogni venerdì dalle 21.00 alle 22.00 Adorazione Eucaristica.
il primo giovedì del mese ci sarà la Celebrazione Eucaristica.
il primo sabato del mese alle ore 21.00 il S Rosario, Celebrazione Eucaristica segue adorazione fino alle 24.00.

 

L’impegno settimanale ha bisogno anche di momenti di formazione e di incontro che saranno proposti durante l’anno, eventualmente nella seconda e quarta domenica del mese tradizionalmente usate fino ad oggi per la Messa e per l’Adorazione: queste, come sopra indicato, vengono pertanto proposte il primo giovedì (Celebrazione Eucaristica con rinnovo della Consacrazione) e gli altri giovedì e venerdì per l’adorazione.

 

Sostegno Pro-Terremoto

Chi volesse aiutare la nostra chiesa locale in questo momento di crisi dovuta al Terremoto può effettuare un versamento a:


Confraternita Sacre Stimmate di San Francesco

CAUSALE: OFFERTA PRO TERREMOTO
IBAN

IT88I0605513401000000018257

 

Potete segnalare il vostro nominativo con il vostro indirizzo email per permetterci di ringraziare per il vostro sostegno.

Il SANTO di oggi 12.02

San Benedetto d'Aniane 12 febbraio

 

Maguelonne (Francia), 750 - Cornelimünster (Aquisgrana, Germania), febbraio 821

Il «primo grande padre del monachesimo di stripe germanica», antesignano della riforma cluniacense, era nato come Witiza (Vitizia) nel 750 in una nobile famiglia visigota del Sud francese. Venne mandato a studiare alla corte di Pipino il Breve. Entrò poi nell'esercito di Carlo Magno, combattendo in Italia contro i Longobardi. Qui salvò, a rischio della sua vita, un fratello caduto nel Ticino. Questo fatto lo segnò. Tornò in Francia ed entrò nel monastero di San Sequano, vicino Digione. Ne fu abate, ma i confratelli non sopportavano la sua austerità. Allora lui se ne andò e fondò un suo monastero ad Aniane, presso Montpellier. La comunità fiorì. Morto Carlo Magno, divenne consigliere di Ludovico il Pio. Trascorse gli ultimi anni nell'abbazia di Inden, oggi Cornelimüster, vicino alla residenza imperiale di Aquisgrana, dove morì nell'821. Di lì, nell'817, dettò un esempio di quelle che oggi si chiamano Costituzioni. (Avvenire)

Martirologio Romano: A Kornelimünster in Germania, transito di san Benedetto, abate di Aniane, che propagò la regola di san Benedetto, affidò ai monaci le consuetudini da osservare e si adoperò molto per il rinnovamento della liturgia romana.

Nome originario: Vitizia. E' nato nella potente famiglia di Agilulfo, un nobile di origine visigotica che governa il territorio di Maguelonne, nel Sud della Francia, al tempo dei re franchi Pipino il Breve e poi Carlo Magno. Educato a corte, nel 774 segue l'esercito di Carlo Magno, che viene in Italia per combattere contro i Longobardi; e un giorno rischia anche di affogare nel Ticino, presso Pavia, tentando di salvare un suo fratello caduto nei gorghi del fiume.
Dopo questo fatto, che egli considera prodigioso, Vitizia torna in Francia con un monaco cieco, di nome Vidmaro, e insieme con lui entra nel monastero borgognone di San Sequano (St. Seine), dove prende il nome di Benedetto. Passano cinque anni piuttosto contrastati: gli altri monaci non sopportano la severità della sua vita; e tuttavia, quando muore l'abate in carica, vogliono lui come successore.
Ma Benedetto se ne va: questa gente non gli piace. E rieccolo nel Sud della Francia, ad Aniane, presso Montpellier, dove fonda per conto suo un monastero. Nella Francia dell'epoca ci sono comunità monastiche governate dalla regola di san Benedetto da Norcia, e altre che si ispirano all'irlandese san Colombano; e non mancano poi quelli che si ispirano al monachesimo anacoretico orientale. Benedetto si avvicina dapprima a questi ultimi; ma alla fine non si ritrova nel loro aspro ascetismo individuale e adotta il modello benedettino, che ritiene più in sintonia con i tempi e con la tradizione dell'Occidente. Benedetto è un uomo che agisce come predica.
Detta norme severe ed è lui per primo a osservarle, ancora prima di esigerne l'osservanza dagli altri. Anche se poi si accorge che quelle norme così severe impongono troppa preghiera, a scapito del lavoro. Uno squilibrio di vita che mette in crisi l'economia dei monasteri e anche la loro indipendenza dal potere imperiale.
Benedetto, con la sua volontà e il suo esempio, non giunge a realizzare il sogno di comunità austerissime e libere. Ma mette un freno al rilassamento, con tutti i gravissimi pericoli che comporta; e la sua opera di animazione liturgica sarà poi continuata e sviluppata dal monachesimo di Cluny. La Chiesa ricorda anche il suo contributo di teologo alla difesa della dottrina cristiana contro le teorie degli "adozionisti" diffusesi in Spagna; per questo scopo, Benedetto viaggia, scrive, istruisce vescovi e preti.
Trascorre gli ultimi anni nell'abbazia di Cornelimünster, vicino alla residenza imperiale di Aquisgrana, dove è spesso chiamato per consiglio da Ludovico il Pio. E proprio ad Aquisgrana si conclude la sua vita. Seppellito a Cornelimünster, i suoi resti andranno poi dispersi.

Autore: Domenico Agasso

fonte: www.santiebeati.it

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