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Novena a San Francesco di Assisi

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Novena a San Giuda Taddeo Apostolo

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Inizio percorso di Affidamento al Cuore …

Inizio percorso di Affidamento al Cuore Immacolato di Maria

radiopadrematteoricci.it

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Appuntamenti

Ott
25

25 Ottobre 2018 09:30 - 13:00

Ott
25

25 Ottobre 2018 21:00 - 23:00

Ott
28

28 Ottobre 2018 21:00 - 23:00

AVVISO IMPORTANTE

La Consacrazione al Cuore immacolato di Maria ci chiama ad una vita sempre più intensa e vera di testimonianza per i nostri fratelli. Per questo ogni consacrato, dopo essersi affidato a Maria, per diventare vero discepolo di Cristo e aumentare i frutti di questo grande dono ricevuto ha bisogno di tenere sempre accesa la fiamma della grazia con un serio cammino di fede.

 

Il consacrato è chiamato quindi a camminare nella fede insieme ad altri fratelli partecipando magari agli incontri settimanali e se non gli è possibile almeno scegliere uno di essi:

ogni mercoledì dalle 20.30 alle 22.00 con S. Rosario e Lectio Divina continua della Sacra Scrittura.
ogni giovedì dalle 21.00 alle 22.15 Adorazione Eucaristica, S. Rosario e Ascolto della Parola domenicale.
ogni venerdì dalle 21.00 alle 22.00 Adorazione Eucaristica.
il primo giovedì del mese ci sarà la Celebrazione Eucaristica.
il primo sabato del mese alle ore 21.00 il S Rosario, Celebrazione Eucaristica segue adorazione fino alle 24.00.

 

L’impegno settimanale ha bisogno anche di momenti di formazione e di incontro che saranno proposti durante l’anno, eventualmente nella seconda e quarta domenica del mese tradizionalmente usate fino ad oggi per la Messa e per l’Adorazione: queste, come sopra indicato, vengono pertanto proposte il primo giovedì (Celebrazione Eucaristica con rinnovo della Consacrazione) e gli altri giovedì e venerdì per l’adorazione.

 

Sostegno Pro-Terremoto

Chi volesse aiutare la nostra chiesa locale in questo momento di crisi dovuta al Terremoto può effettuare un versamento a:


Confraternita Sacre Stimmate di San Francesco

CAUSALE: OFFERTA PRO TERREMOTO
IBAN

IT88I0605513401000000018257

 

Potete segnalare il vostro nominativo con il vostro indirizzo email per permetterci di ringraziare per il vostro sostegno.

Il SANTO di oggi 06.01

Epifania del Signore 6 gennaio

Ascolta da RadioVaticana

 

">http://www.santiebeati.it/mp3/20150-V.mp3{/play}

Ascolta da RadioRai

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D'origine orientale di questa solennità è nel suo stesso nome: "epifania", cioè rivelazione, manifestazione; i latini usavano la denominazione "festivitas declarationis" o "apparitio", col prevalente significato di rivelazione della divinità di Cristo al mondo pagano attraverso l'adorazione dei magi, ai Giudei col battesimo nelle acque del Giordano e ai discepoli col miracolo alle nozze di Cana. L'episodio dei magi, al di là di ogni possibile ricostruzione storica, possiamo considerarlo, come hanno fatto i Padri della Chiesa, il simbolo e la manifestazione della chiamata alla salvezza dei popoli pagani: i magi furono l'esplicita dichiarazione che il vangelo era da predicare a tutte le genti.
Per la Chiesa orientale ha grande rilievo il battesimo di Cristo, la "festa delle luci", come dice S. Gregorio Nazianzeno, anche come contrapposizione ad una festa pagana del "sol invictus". In realtà, sia in Oriente come in Occidente l'Epifania ha assunto il carattere di una solennità ideologica, trascendente singoli episodi storici: si celebra la manifestazione di Dio agli uomini nel suo Figlio, cioè la prima fase della redenzione. Cristo si manifesta ai pagani, ai Giudei, agli apostoli: tre momenti successivi della relazione tra Dio e l'uomo.
Al pagano è attraverso il mondo visibile che Dio parla: lo splendore del sole, l'armonia degli astri, la luce delle stelle nel firmamento sconfinato (nel cielo i magi hanno scoperto il segno divino) sono portatori di una certa presenza di Dio.
Partendo dalla natura, i pagani possono "compiere le opere della legge", poiché, come diceva S. Paolo agli abitanti di Listri, il "Dio vivente che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano... nelle generazioni passate ha lasciato che ogni popolo seguisse la sua strada; ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo piogge e stagioni ricche di frutti, fornendovi di cibo e riempiendo di letizia i vostri cuori" (At 14,15-17). Ora "in questi giorni, (Dio) ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo " (Eb 1,2). I molti mediatori della manifestazione della divinità trovano il loro termine nella persona di Gesù di Nazaret, nel quale risplende la gloria di Dio. Perciò noi possiamo oggi esprimere "l'umile, trepidante, ma piena e gaudiosa professione della nostra fede, della nostra speranza, del nostro amore" (Paolo VI).

Martirologio Romano: Solennità dell'Epifania del Signore, nella quale si venera la triplice manifestazione del grande Dio e Signore nostro Gesù Cristo: a Betlemme, Gesù bambino fu adorato dai magi; nel Giordano, battezzato da Giovanni, fu unto dallo Spirito Santo e chiamato Figlio da Dio Padre; a Cana di Galilea, alla festa di nozze, mutando l'acqua in vino nuovo, manifestò la sua gloria.

I Re Magi, secondo la tradizione, vengono da Oriente a portare i loro doni al Bambino Gesù.''In questo affresco – opera del famoso pittore italiano Giotto – Nostra Signora mentre tiene al collo il suo Divin Figlio sta seduta su un specie di tronetto riccamente adornato e sormontato da un baldacchino, ed è vestita in un modo che è a sua volta molto ricco. Deve ricevere dei re, e Giotto la fa vestire con la dovuta pompa. Accanto a Nostra Signora appaiono angeli, san Giuseppe, santi e altre persone, e si ha l'impressione che l'autore voglia rappresentare una sorta di tempio. O forse Giotto ha pensato alle persone di epoche successive, che in futuro avrebbero contemplato la scena spiritualmente e in adorazione.
L'elemento che più attira l'attenzione è questo: uno dei re sta adorando il Bambino Gesù e baciando i suoi piedi. Gli altri due monarchi se ne stanno tranquilli, come assorti in preghiera di fronte a Nostra Signora e al Bambino-Dio, mentre guardano il loro compagno di viaggio – e fratello nella regalità – adorare il Divino Infante. Hanno l'aria di persone felici di quello che sta loro accadendo, mentre aspettano che venga il loro turno. Ma attendono senza impazienza, con quella tranquillità e serenità medievali che per Giotto esprime la presenza di Dio, dello Spirito e della grazia divina nell'anima di questi personaggi.
Ancora, dietro ai due re si nota in uomo che sta cercando di tenere buono o fermo uno di due cammelli, il quale rischia di creare qualche problema. Quest'uomo non è bello. Giotto vi ha raffigurato l'homo animalis: l'uomo nella sua dimensione meramente materiale, senza nulla di soprannaturale né di tranquillo o di sereno. È l'uomo bruto, agitato e concitato, rivelato dalla narice fremente, dagli occhi spiritati, dall'aria arrogante. Si ha l'impressione che non possa proprio fare più che il cammelliere.

Autore: Plinio Correa de Oliveira

Fonte:

www.cescor.org

Note: Traduzione di Massimo Introvigne

fonte: www.santiebeati.it

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