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Veglia Giugno 2009

Molti contestano la posizione della Chiesa su due questioni riguardo al sacramento dell'ordine: chi può ricevere il sacramento dell'ordine e se il celibato è davvero obbligatorio per i ministri ordinati.

La Chiesa, a riguardo, è accusata di essere troppo tradizionalista e non al passo con i tempi perché, oggi come allora, è chiara e ferma nel proclamare la verità .Leggiamo, infatti, nel Catechismo della Chiesa Cattolica : "Riceve validamente la sacra ordinazione esclusivamente il battezzato di sesso maschile". Il Signore Gesù ha scelto degli uomini per formare il collegio dei dodici Apostoli, e gli Apostoli hanno fatto lo stesso quando hanno scelto i loro collaboratori che sarebbero loro succeduti nel ministero. La Chiesa si riconosce vincolata da questa scelta fatta dal Signore stesso. Per questo motivo l'ordinazione delle donne non è possibile.

Riguardo al celibato, se sia davvero obbligatorio per i ministri, leggiamo: "Tutti i ministri ordinati della Chiesa latina, ad eccezione dei diaconi permanenti, sono normalmente scelti fra gli uomini credenti che vivono da celibi e che intendono conservare il celibato per il Regno dei cieli.

Nelle Chiese orientali, da secoli, è in vigore una disciplina diversa: mentre i vescovi sono scelti unicamente fra coloro che vivono nel celibato, uomini sposati possono essere ordinati diaconi e presbiteri.

D'altro canto il celibato dei presbiteri è in grande onore nelle Chiese Orientali e numerosi sono i presbiteri che l' hanno scelto liberamente per il Regno di Dio.

In Oriente come in Occidente, chi ha ricevuto il sacramento dell'Ordine non può più sposarsi".

Anche il Papa Benedetto XVI, nella sua Esortazione Apostolica Postsinodale sull'Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa (22-02-2007),conferma la posizione della Chiesa e afferma: "In unità con la grande tradizione ecclesiale, con il Concilio vaticano II e con i Sommi Pontefici miei predecessori, ribadisco la bellezza e l'importanza di una vita sacerdotale vissuta nel celibato come segno espressivo della dedizione totale ed esclusiva a Cristo, alla Chiesa e al Regno di Dio, e ne confermo quindi l'obbligatorietà per la tradizione latina.

Pur nel rispetto della differente prassi e tradizione orientale, è necessario ribadire il senso profondo del celibato sacerdotale, ritenuto giustamente una ricchezza inestimabile, e confermato anche dalla prassi orientale di scegliere i vescovi solo tra coloro che vivono nel celibato e che tiene in grande onore la scelta del celibato operata da numerosi presbiteri.

Il celibato sacerdotale, infatti, rappresenta una speciale conformazione allo stile di vita di Cristo stesso. Tale scelta è innanzitutto sponsale; è immedesimazione con il cuore di Cristo Sposo che dà la vita per la sua Sposa".

Che cosa giustifica l'inconciliabilità del sacramento dell'ordine con quello del matrimonio? Sono gli effetti stessi del sacramento dell'ordine.

Leggiamo infatti nel Catechismo: "Questo sacramento configura a Cristo in forza di una grazia speciale dello Spirito Santo. Tale sacramento conferisce un carattere spirituale indelebile e non può essere ripetuto né essere conferito in un tempo limitato.

Un ministro validamente ordinato può, per giusti motivi, essere dispensato dagli obblighi e dalle funzioni connessi all'ordinazione o gli può essere fatto divieto di esercitarli, ma non può più ridiventare laico in senso stretto, poiché il carattere impresso dall'ordinazione rimane per sempre, lo segna in modo permanente".

Come può un ministro rimanere fedele a tale scelta sponsale con Cristo?

Lo Spirito Santo, come dona una particolare grazia per configurarlo a Cristo Sposo, dona anche una particolare "grazia di fortezza, per renderlo capace di guidare e di difendere con forza e prudenza la s Chiesa, come un padre e un pastore, con amore gratuito verso tutti e una predilezione per i poveri, gli ammalati e i bisognosi".

Un sacerdote, Don Giuseppe Tomaselli, nel suo libro" Vita angelica sulla terra", risponde in maniera esauriente a tutta quelle persone convinte che il celibato non sia poi così essenziale per i ministri dell'Ordine.

"Si dice:

La legge del celibato non può e non deve esserci perché è una violazione della libertà umana.

Un uomo, nell'età in cui si suole scegliere lo stato di vita, verso i venticinque anni, disposto a consacrarsi a Dio ed a dedicarsi al bene delle anime, dopo maturo esame, senza pressioni di terzi, dice ai piedi dell'Altare, alla presenza dell'autorità costituita, il Vescovo: Voglio essere Sacerdote ed accetto il celibato!

Il suo sì è perfettamente libero. Emettendo liberamente il voto di perpetua continenza è tenuto in coscienza a mantenerlo.

Ma se la promessa è fatta a Dio, l'obbligo è maggiore.Se hai fatto a Dio qualche voto, non ritardare ad adempierlo, perché a Lui dispiace la bugiarda e stolta promessa. Tu mantieni quanto hai promesso con voto, perché è molto meglio non fare voti, che, fatto il voto, non adempiere quanto si è promesso.

I preti che dicono : Vogliamo tolto il celibato!-meditino bene.

Come chiamare questi infelici Ministri dell'Altare? Infedeli perché non vogliono mantenere il loro voto; ingiusti perché tolgono a Dio ciò che hanno giurato di dargli; quasi novelli Giuda, perché, per andare dietro ad una donna, tradiscono il loro voto.

Si dice:

Il sacerdote deve sposare per stare sereno nella vita; quando ha la moglie, non ha l'assillo quotidiano della continenza e può esplicare meglio le sue attività.

In teoria sembrerebbe così, ma in pratica non lo è.

La vita matrimoniale è un rimedio alla concupiscenza, ma non è il tutto.

Cosa dice infatti il moltiplicarsi spaventoso degli adulteri nel mondo e la pretesa delle masse per legalizzare il divorzio? Tanto fango morale dimostra che la vita coniugale non apporta a tutti e per sempre la serenità che si ripromettono certi Consacrati.

Si dice:

E' bene che il Prete sposi, per comprendere meglio le necessità dei fedeli e portarli a salvezza.

Ma è proprio necessario che il medico abbia addosso i malanni dei clienti per comprenderli e curarli bene? Non gli è sufficiente lo studio e l'esperienza quotidiana?

Se tanto basta al medico, perché non deve bastare al Sacerdote lo studio della pastorale e l'esperienza di ogni giorno, stando a contatto con i fedeli?

Si dice:

L'uomo è fatto per la paternità. Il celibe è un uomo fallito.

C'è la paternità dei corpi e vi è chiamata la maggioranza degli uomini. C'è quella spirituale, riservata ai celibi volontari, alla quale sono chiamati i Ministri dell'Altare. I vergini hanno una paternità spirituale meravigliosa, neppure da paragonarsi a quella naturale. San Paolo l'accenna scrivendo ai Corinti: Sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo (I Cor.4,15).

Di quante anime può essere padre un buon sacerdote, puro, disinteressato e pio! Chi può contare i figli spirituali di Sant'Ignazio, di San Filippo Neri, di San Giovanni Bosco e di mille altri sacerdoti, tra cui non ultimo Padre Pio da Pietralcina?

Ed è proprio al Sacerdote che si dà comunemente il nome di "Padre", padre di anime!

Si dice:

Il celibato è buono, ma è troppo pesante. Non ho la forza di portare un tanto peso.

E' evidente la bellezza e la preziosità della verginità; lo riconoscono anche i più aberrati contestatori. Che la perpetua continenza sia un peso, un continuo sacrificio, non si può negare.

Non si dimentichi però che la vita dell'uomo sulla terra è combattimento (Gb. 7,1) e ci attende un'eternità di gloria. Il Paradiso è premio e bisogna guadagnarselo.

Non sarà coronato se non chi avrà legittimamente combattuto (II Tim.2,5).

Gesù Cristo dice: Il mio giogo è soave ed il mio peso è leggero (Mt.11,30). Dunque il peso del celibato può rendersi non solo portabile, ma addirittura leggere; ne è prova la vita intemerata di grandi schiere di buoni sacerdoti, i quali nei secoli ci hanno preceduto nella vigna del Signore.

Voi Consacrati, che oggi dite: Vogliamo la donna! Non abbiamo la forza di astenercene!- riflettete!

Un tempora pensavate diversamente, perché allora attendevate al vostro progresso spirituale ed agli interessi delle anime. Il celibato stava in cima ai vostri pensieri.

Come è avvenuto il vostro cambiamento?

Prima avevate più fede eucaristica. Vi intrattenevate spesso e volentieri davanti al Tabernacolo. Celebravate con molta devozione e senza frettolosità.

Ecco il procedimento della vostra smania di sposare:

Diminuzione di preghiera, poca unione con Dio, omissioni di certi pii esercizi quotidiani, poco spirito di mortificazione.

Sacerdoti contestatori, volete arenare e mettere in pericolo l'eterna salvezza?

Mettetevi di buona volontà. Riprendete la vostra lena spirituale. Siete discesi dalla cima? Rifate la salita. Siate giudiziosi e non pensate solo al presente, all'attimo fuggente, come fanno i senza fede.

Riaccendete la vostra devozione alla Vergine santissima. E' la Madre dei Sacerdoti e certamente vi sosterrà.

Il tempo che impiegate a cercare giustificazioni contro il celibato, impiegatelo piuttosto ai piedi di Gesù Sacramentato.

Ma, si soggiunge, la volontà è debole!

Risponde San Paolo: Tutto posso in Colui che mi dà la forza!(Fil.4,13).

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